giovedì 13 febbraio 2014

Sulla difficoltà nel reperire ingredienti giapponesi - Parte seconda

Come vi avevo accennato nella prima parte sto iniziando a coltivare da me piante giapponesi di difficile reperibilità in Italia. Per il momento ho piantato lo shiso verde che ha già germinato in due vasi per avere due raccolti scalati nel tempo.
Ho poi acquistato su ebay diversi semi:

  • Mizuna: detta anche senape giapponese assomiglia vagamente alla rucola come sapore (ma un po' meno piccante). Le foglie sono molto belle e decorative e si presato ad essere mangiate cotte e crude (ad esempio a guarnizione di un piatto di pasta e salmone affumicato) ma naturalmente il loro maggiore utilizzo è in insalata. Anche in salamoia sono eccezionali ed è proprio in questo utilizzo che voglio provarla  appena sarà cresciuta.
  • Mitsuba: detto anche prezzemolo giapponese assomiglia come sapore a un misto tra angelica e sedano. Viene usato in tantissimi piatti giapponesi come guarnizione e come elemento principale nelle insalate. Il suo sapore è fantastico accostato alle uova. Il primo piatto che voglio provare è proprio una frittata alla mitsuba (Mitsuba Tamagoyaki).
  • Aglio cinese: chiamato in giapponese Nira è l'elemento essenziale per fare i classici gyoza cioè i ravioli di carne giapponesi alla piastra tipici delle locande più tradizionali del giappone.
  • Mibuna: molto simile alla mizuna ma essendo una verdura da taglio si potranno avere più raccolti con la stessa semina.
  • Crisantemo Shungiku: è un tipo di crisantemo commestibile. In Giappone il crisantemo non c'entra nulla con i "morti" come da noi anzi è uno dei fiori più venerati basti pensare che è il simbolo della casa imperiale. Si usa nei nabemono come il sukiyaki o lo shabu-shabu.
  • Zucca Uchiki Kuri: si dice che sia la zucca più buona del mondo! E' di un arancione vivo e arriva a pesare massimo due kili rimanendo tonda. E' dolcissima e i giapponesi la mangiano caramellata o stufata ma per me il massimo è una calda tempura croccante di zucca: fantastica! ^_^
  • Gobo: questa è la mia sfida più grande! Si tratta di una radice che qui in italia viene chiamata bardana e arriva alla lunghezza di un metro e mezzo. Avendo io un terrazzo e non un giardino potete capire la difficoltà. Io ci provo lo stesso e vediamo che succede. Il gobo si mangia soprattutto cotto "kinpira" cioè scottato per pochi minuti in padella con poco olio e poi stufato con salsa di soia e mirin: una delizia!
Direi che ne ho di cose da fare e come se non bastasse ho anche acquistato dei semi di peperoncino habanero niente male.
Aspetto solo che qui a Roma smetta di piovere! Questa città ha bisogno di un orto giapponese in terrazzo (e soprattutto io!) ^_^

Stay tuned! ご期待!!!!


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